Come fargli fare le cose

on Giovedì, 08 Maggio 2014. Posted in news

Come funziona la motivazione?

Come fargli fare le cose
Recentemente mi è capitato di leggere il testo "Motivati si nasce o si diventa" di A. Moè (2011) e di riflettere su quanto sia difficile a volte per gli insegnanti motivare i propri alunni allo studio.
Tutto sommato non è più complicato che "convincere" i propri figli ad imparare a fare alcune cose in autonomia o a svolgere alcune attività che ancora non sanno fare.
Pur considerando la specificità di ogni individuo e ogni situazione, si può favorire la motivazione lavorando su alcune leve; secondo la Moè come è possibile fare?
 
1) si possono  proporre sfide che alimentino il bisogno di efficacia e di sentirsi capaci e far percepire i risultati come conquiste.
E se i ragazzi dovessero continuare a rifiutarsi? E' importante capirne i motivi : se hanno paura di non riuscire, vanno accompagnati a sperimentare la competenza; se non lo sanno fare, si possono suggerire delle strategie di risoluzione...
 
2) inoltre è importante dare valore all' apprendimento e alla persona che impara cercando di spiegare a cosa serve conoscere quello che vogliamo
insegnare.
 
3) da un punto di vista metacognitivo è fondametale sostenere una visione incrementale, piuttosto che statica, delle proprie abilità e della propria intelligenza.
I ragazzi, cioè, devono essere convinti di poter imparare quella data competenza piuttosto che pensare di esserci o non esserci "portati".
 
4)infine è neccessario favorire l'espressione del vissuto emotivo e aiutare a riconoscere che il raggiungimento di un obiettivo (capire un concetto, imparare 
a dipingere o ad allaciarsi le scarpe) può comportare paura di non farcela o rabbia per le difficoltà ma può diventare piacevole man mano che si impara.
Secondo la Moè è possibile anche suggerire dei trucchetti come, ad esempio dividere gli obiettivi in traguardi più semplici da raggiungere o suggerire il " magico numero 3": far provare al bambino 3 volte prima di affermare di non capace nello svolgere un compito.
 
 
Ogni insegnante o genitore sa che uno dei deterrenti più potenti per l'apprenimento è la paura di non farcela o di sbagliare; come possiamo fagierla superare ?
Invitandolo a riflettere su cosa succederebbe se sbagliasse davvero ridimensionando i timori di un eventuale fallimento.
 
La motivazione tuttavia non può essere imposta ma solo stimolata e gran parte lo si ottiene con l'atteggiamento che noi, come persone, assumiamo.
E' importante che, sia come genitori che come isegnanti, sosteniamo e manifestiamo, anche verso noi stessi, sentimenti di competenza ("ce la posso fare "),
di efficacia (" so come fare"), le emozioni positive (sddisfazione per i risultati raggiunti), la capacità di gestire quelle negative (rabbia , frustrazione..) e la consapevolezza del proprio valore.
 

Lascia un commento

Stai commentando come ospite.