Come imparare a reagire bene di fronte alle difficoltà?

on Martedì, 16 Dicembre 2014. Posted in news

Viaggio alle basi della resilienza

Come imparare a reagire bene di fronte alle difficoltà?

Spesso mi sono chiesta, con sentimento di autentica ammirazione, come riuscissero alcune persone a "risorgere" dopo un lutto profondo o una malattia molto grave.

 

In psicologia la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici e di riorganizzare efficacemente la propria vita dinanzi alle difficoltà viene chiamata RESILIENZA.
Essa è una capacità che si riferisce ai singoli individui ma anche al contesto familiare o comunitario quando gli eventi traumatici coinvolgono un intero nucleo familiare o una comunità di persone come nei casi di guerre o catastrofi naturali.
Non esiste un unico modo di essere resilienti ma diversi, a seconda di come l'individuo o il gruppo funzionavano prima del colpo subito.

 

Ma la resilienza può essere insegnata ai nostri figli per renderli adulti capaci di superare eventuali momenti difficili senza esserne annientati?
Certamente si: è il clima in cui si cresce che la può favorire o deprimere. I bambini hanno già in sè delle competenze di base, compito dell'educatore è quello di incoraggiarli ad avere fiducia in esse.

Secondo Kenneth Ginsburg (2006) possiamo agire seguendo i seguenti passi:

 

COMPETENZA
La capacità di affrontare situazioni e problemi viene acquisita attraverso l'esperienza diretta e niente come il "sapere di sapere fare le cose" genera fiducia in sè. Quindi per un genitore è importante aiutare il bambino a mettere in pratica le sue competenze, ad affrontare la realtà dandogli un feedback per orientarsi nel mondo. E' necessario che non si mostri eccessivamente apprensivo o non si sostituisca a lui altrimenti il messaggio che potrebbe passare al bambino è del tipo "Non sono capace di fare le cose da solo ed il mondo è un posto troppo difficile e pericoloso per me", generando ansie ed insicurezze.

 

FIDUCIA IN SE STESSO
E' una fiducia realistica nelle proprie possibilità e non un delirio di onnipotenza. E' utile quindi che l'adulto non tratti il bambino come un incapace ma lo stimoli a riconoscere i miglioramenti ottenuti e, quando sbaglia, lo sostenga a fare meglio senza deriderlo o canzonarlo.

 

LEGAMI SOCIALI
come si è visto dalla ricerca psicologica, avere una buona rete di relazioni sociali, familiari ed extra-familiari, garantisce un maggior livello di benessere e nei momenti di difficoltà permette all'individuo di sentirsi al sicuro e di non essere solo nell'affrontare il mondo.

 

FRONTEGGIARE
Se impariamo a fronteggiare gli stress da bambini, da adulti siamo più equipaggiati; e la migliore protezione contro pericoli e difficoltà è disporre di un repertorio ampio e flessibile di strategie efficaci che vengono acquisite dalle figure di riferimento.
L'educatore quindi incoraggia strategie efficaci quali il dialogo e la condivisione (piuttosto che la chiusura in se stessi), la creatività, tecniche di rilassamento e svago, il sonno, lo sport o i giochi di movimento e la dieta sana.

 

CONTROLLO
Quando si possiede la consapevolezza di poter controllare le proprie azioni e i suoi esiti attraverso le proprie decisioni, ci si rende anche conto di poter resistere, di poter "fare la differenza". Se invece sono sempre gli altri (ad esempio i genitori) a decidere per noi, non abbiamo la possibilità di imparare e tenderemo a deresponsabilizzarci.

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