In matematica vanno meglio i maschi o le femmine?

on Venerdì, 05 Settembre 2014. Posted in news

Differenze di genere nelle competenze matematiche e verbali

In matematica vanno meglio i maschi o le femmine?

Alla fine del 2013 sono stati resi noti i risultati dell'indagine PISA (programe for International student assesment) per la valutazione degli studenti promossa dall'OCSE. Dal 2000 la ricerca misura ogni tre anni le competenze degli studenti 15enni nelle aree della matematica,  scienze e comprensione del testo scritto. I

I dati confermano il vecchio stereotipo secondo cui le donne sono più brave in italiano mentre i maschi in matematica.  Infatti le femmine raggiungono, nella comprensione della lettura, risultati nettamente superiori a quelli dei maschi sia in Italia che nella media dei paesi OCSE. Nelle competenze matematiche i risultati si rovesciano (tuttavia con differenze minori).

 

Accanto ai test cognitivi sono state contestualmente misurate anche variabili metacognitive quali la motivazione allo studio della matematica,  l'ansia verso questa materia,  la percezione di autoefficacia in matematica e, infine,  la percezione di responsabilità per l'insuccesso in compiti aritmetici.

Si evince dai risultati che il gap di genere si mantiene costante sia nei risultati ai test che nelle variabili motivazionali ed emotive ad essi legate. 

Infatti "anche quando le ragazze hanno prestazioni altrettanto buone dei ragazzi in  matematica,  esse, stando a quanto dicono di sè, sono meno tenaci nello studio della matematica e meno motivate ad apprenderla, hanno meno fiducia nelle proprie capacità in matematica e sperimentano più elevati livelli di ansia rispetto ad essa". (PISA 2013).

 

Nonostante le ragazze raggiungano migliori risultati negli studi, esse alimentano un circolo vizioso tra atteggiamenti di inefficacia e prestazioni in materie matematiche.

 

Il lato pratico di queste osservazioni è che,  ancora oggi, l'idea delle femmine poco brave in matematica influenza scelte universitarie e professionali con evidenti ripercussioni sulle opportunità di lavoro.

 

Credo che per permettere alle proprie figlie di sviluppare le loro potenzialità sia importante incoraggiarle senza  preconcetti nell'esplorazione delle proprie attitudini e desideri, sopratutto nel momento della scelta della scuola giusta.

 

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Dottoressa Raffaella Cecchini Psicologa
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