...ma come fanno i bambini ad imparare a leggere?

on Lunedì, 02 Febbraio 2015. Posted in news

Dall'analisi degli errori si può capire a che punto è arrivato nell'acquisizione della lettura

...ma come fanno i bambini ad imparare a leggere?

Già prima di andare a scuola nasce nei bambini la curiosità verso lettere e numeri e così, pian piano, acquisiscono i prerequisiti alla letto-scrittura.


Il modello di Uta Frith (1985), oggi acquisito da tutti, spiega come l'apprendimento di questa abilità avvenga per stadi successivi che portano progressivamente alla comprensione del significato di una sequenza di simboli arbitrari quali sono le lettere. Inoltre, prestando attenzione al tipo di errori che il bambino fa mentre legge, possiamo capire quale stadio ha raggiunto e quale invece va potenziato.

Il primo stadio, chiamato LOGOGRAFICO, vede il bambino riconoscere e scrivere le parole come fossero un'immagine unica, un logo, come ad esempio, il marchio di un prodotto.

Successivamente, all'ingresso della scuola primaria, nello stadio PRECONVENZIONALE, l'allievo inizia a capire che la parola è composta da lettere cui corrispondono dei suoni.

Ma è solo nello stadio ALFABETICO (fine della prima classe) che viene acquisito il valore sonoro convenzionale delle lettere ed il bambino è in grado di applicare le regole di conversione grafema-fonema (lettera-suono). Questo passaggio è graduale e gli errori tipici di chi è ancora in questa fase sono di natura fonologica: sostituzioni ("dorta" per "torta"), omissioni ("lapada" per "lampada"), inversioni ("stilavi" per "stivali") ed intrusioni("bimbli" per "bimbi").

Per potenziare questa fase di apprendimento occorre esercitarsi sul rapporto biunivoco segno/suono e suono/segno.

Nello stadio ORTOGRAFICO (durante la seconda classe della Primaria) si memorizzano le corriscondenze suono/simbolo particolari come ad esempio i suoni /K/ o /G/ con cui si legge la lettera G; i suoni GN, GL, SC...Come si può immaginare, l'apprendimento delle regole ortografiche necessita di una buona capacità mnemonica specifica (memoria di lavoro) che permette l'avvio di una memoria ortografica che nel tempo renderà possibile il riconoscimento rapido delle parole.

I bambini che stanno ancora consolidando questa fase commettono sbagli quali erronee letture dei fonemi GN, GL, C/Q, della H e delle doppie.

Qui risulta utile lavorare sulla memorizzazione delle particolarità ortografiche più frequenti.

Infine, nell'ultimo stadio: quello LESSICALE, l'allievo riconosce le parole accedendo direttamente al significato ed è capace di leggere correttamente le parole in base al loro significato nella frase ("a" come preposizione o "ha" come verbo, "al lago" diversamente da "allago" come verbo...).

 

Leggere, come si può capire, non è facile anche se per noi adulti ormai risulta scontato come guidare l'auto: diamo il tempo ai nostri figli di automatizzare questo processo con tanto tanto esercizio e pazienza.

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Dottoressa Raffaella Cecchini Psicologa
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