Rischia tutto...

on Martedì, 13 Gennaio 2015. Posted in news

Il gioco d'azzardo in adolescenza

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Ho già parlato del gioco d'azzardo, tuttavia una recente ricerca ha concentrato il focu dell'attenzione sulla popolazione giovanile.

 

Infatti, negli ultimi vent'anni, la maggiore accessibilità ha in parte favorito il dilagare del problema rendendolo sempre più incidente dal punto di vista sociale, individuale ed economico.
Sebbene in Italia il gioco d'azzardo sia vietato per legge ai minori di 18 anni, secondo dati ESPAD del 2013 (tratti da Molinaro, Potente e Cutilli, 2014), la realtà è ben diversa: ben il 44% degli studenti (quasi la metà) ha giocato delle somme di denaro in varie forme e il 7% ha speso 50 euro o più nell'ultimo mese.
Inoltre il fenomeno non risulta essere distribuito in maniera omogenea: interessa maggiormente i maschi delle femmine ed alcune regioni italiane piuttosto che altre (in Calabria coinvolge il 53% degli studenti, in Basilicata il 52% e in Sicilia il 51% rispetto ad una media nazionale del 44%).

Nel DSM-V del 2013 (la nuova versione del manuale disgnostico dei disturbi mentali statunitense) l'ha inserito come specifico "Disturbo da gioco d'azzardo" all'interno del capitolo sulle dipendenze.

 

Tuttavia, a mio avviso, il problema va considerato da una prospettiva più ampia. Infatti le condizioni legislative e politiche hanno concesso una maggiore disponibilità del gioco e modificato le caratteristiche dei prodotti di gioco influendo sull'insorgenza e il mantenimento della patologia.

 

Forse, una legislazione più severa, potrebbe, se non eliminare le predisposizioni individuali alla patologia, almeno l'occasione di svilupparla e mantenerla con troppa facilità.
Cosa ne pensate?

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Dottoressa Raffaella Cecchini Psicologa
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