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Il gioco d'azzardo patologico

on Giovedì, 06 Febbraio 2014. Posted in news

Cosa si può fare per contrastare un fenomeno in aumento?

Da diversi anni ormai il gioco d'azzardo non è più un fenomeno che interessa una cerchia di persone facoltose che frequentano lussuose sale da gioco in località avulse dal contesto della normale quotidianità; oggi infatti può coinvolgere tutti indipendentemente dall'età, sesso, titolo di studio...
 
I dati disponibili sono decisamente preoccupanti, infatti l' Italia risulta essere il terzo paese al mondo per volume di gioco dopo Giappone e Regno Unito e primo per spesa pro capite con un fatturato di circa 100 miliardi di euro (4% del PIL nazionale).
Secondo la relazione al Parlamento del 2011 del Dipartimento delle Politiche Antidroga l'incidenza del gioco d'azzardo patologico (GAP) è del 1-2% della popolazione.
Nel leggere questi numeri bisogna tuttavia tenere presente di alcuni fattori tra cui l'aumento esponenziale in questi ultimi due anni della pressione publicitaria e delle sale da gioco. Inoltre non esistono solo i giocatori d'azzardo patologici ma anche una fascia ben più ampia di giocatori cosidetti "problematici" che si avvicinano pericolosamente alla dipendenza conclamata.
 
 
Che cosa si può fare?
 
In Friuli Venezia Giulia esiste già da diversi anni una realtà di professionisti che si occupa del trattamento dei giocatori patologici e degli ex giocatori.
Inoltre dalla fine di gennaio è al vaglio la proposta di legge regionale sul contrasto al GAP e agli effetti sociali ed economici che provoca. 
Il provvedimento arriva all'analisi della III Commissione del Cosiglio Regionale dopo che il Consiglio stesso ha approvato una campagna dei sindaci sulla questione.
Nello specifico la proposta di legge è costituita da dodici articoli che prevedono aspetti di prevenzione, sensibilizzazione, monitoraggio, trattamento e formazione sull'argomento; inoltre è prevista una maggiore collaborazione con le Forze dell'Ordine e la regolamentazione dell'installazione di apparecchi per il gioco.
 
Non rimane che attendere l'approvazione della legge e sopratutto sperare che raggiunga gli obiettivi di contrastare un fenomeno il cui fatturato non ha ancora conosciuto la crisi economica.