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Quale educazione sessuale nel 2014?

on Martedì, 27 Maggio 2014. Posted in news

Il concetto di "cittadinanza intima" dell' OMS

Quale educazione sessuale nel 2014?

Da decenni ormai si parla dell'educazione emotiva e sessuale come necessaria nelle scuole; molti interventi hanno ottenuto anche buoni risultati sui ragazzi, tuttavia l'utilizzo massiccio di internet e dei social network ha cambiato il profilo della questione. Infatti le nuove tecnologie facilitano l'accesso a enormi quantità di materiale sessualmente esplicito e consentono contatti con persone che potrebbero rivelarsi pericolose per il minore.

 

Spesse volte, nella pratica del mio lavoro, mi è capitato di imbattermi in adolescenti che inconsapevolmente si mettono in situazioni spiacevoli durante la navigazione in rete senza avere poi la capacità di uscirne. Di frequente le scarse competenze emotive e il desiderio di essere accettati e riconosciuti li spinge verso azioni poco vicine ai loro reali bisogni e desideri.

 

A questo punto, in accordo con la maggior parte dei miei colleghi, ritengo che sia urgente progettare nuovi contenuti per l'educazio sessuale: non è più sufficente concentrarsi solo su contraccezione e malattie veneree ma è necessario aiutare i ragazzi a comprendere come la natura della sessualità racchiuda in sè più aspetti oltre a quello puramente fisico.

 

Nel 2010 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha esplicitato questa esigenza pubblicando un documento in cui cita il concetto di "cittadinanza intima". Per cittadinanza intima si intendono tutte quelle "questioni inerenti alla sessualità e all'intimità fra due persone che necessitano di essere negoziate in spirito di mutuo consenso tra partecipanti maturi che sono pari quanto a status, diritti e poteri (Psicologia contemporanea, n° 243/2014 ) In altre parole, secondo l'OMS, diventa importante che i ragazzi sviluppino una serie di competenze emotive e relazionali tra cui la capacità di riconoscere i propri desideri, i limiti oltre i quali non intendono andare e la concezione di " consenso " negoziato tra due partner di pari potere. Il documento del 2010 prosegue infatti così: "il compito delle politiche centrali sull'educazione è quello di evidenziare l'importanza dell'insegnamento e della promozione di quelle capacità e competenze specifiche utili ad apprendere ad esercitare il pensiero critico. Questo metterà in grado bambini e ragazzi- gli adulti di domani- di affrontare la sfida dell'autonomia e del consenso nelle negoziazioni con i loro partner. Essi devono anche essere in grado di esprimere sentimenti, pensieri e azioni". (OMS, 2010 )

 

Questa concezione olistica della sessualità e della formazione all'affettività prende in considerazione il concetto del diritto/dovere alla parità di genere e di status per questo motivo gli insegnanti e i professionisti non sono gli unici operatori coinvolti ma diventa assolutamente necessario il diretto intervento dei genitori e del backgrond familiare