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Bimbi si mangia!!!

on Lunedì, 30 Giugno 2014. Posted in news

Come farli mangiare di tutto

Bimbi si mangia!!!
Spesse volte è capitato che a tavola mio figlio, bambino generalmente 
curioso, non volesse assaggiare cibi nuovi che gli venivano proposti. 
Confrontandomi con altre mamme ho potuto accertare che ciò che scrivono 
i manuali di psicologia sugli stili alimentari dei bambini è vero: 
tendono a rifiutare nuove proposte culinarie per preferire i cibi a 
loro familiari.
Questo atteggiamento spesse volte giustificato con un generico "non mi 
piace" senza aver assaggiato, si traduce in realtà in un "non mi fido" 
e si definisce neofobia alimentare.
E' un modo di porsi abbastanza frequente: in Italia un bambino su 
quattro in età scolare rifiuta sistematicamente di mangiare verdura.
 
Cosa fare?
 
Mi sono chiesta che cosa fosse giusto fare: tollerare o insistere?
L'atteggiamente maggiormente condiviso tra gli psicologi dell'età 
evolutiva sostiene la necessità di contrastare il rifiuto per cibi 
nuovi non solo per motivi nutrizionali, ma anche per aiutare i bambini 
ad un modus  vivendi aperto e curioso verso le nuove esperienze.
E' ormai sicuro che le abitudini alimentari di un individuo si formano 
in famiglia e si scontrano per la prima volta con l'esterno in 
occasione dell'ingresso alla scuola dell'infanzia. Inoltre bisogna 
ricordare due cose fondamentali: la prima è che l'atto alimentare si 
forma sempre all'interno di legami ed interazioni affettive familiari. 
La seconda è che lo stile alimentare dei genitori (di chiusura o 
apertura alla novità e di integrazione o meno tra necessità nutritive e 
piacere sensoriale) influisce in maniera importante e spesso 
inconsapevole su quello dei figli.
 
Come fare?
 
Cosa è possibile fare per spingere i figli verso una dieta varia?
Si è visto che premiarli per aver mangiato "quella cosa" non serve (se 
offriamo una ricompensa passiamo un messaggio inconsapevole per cui ci 
sono buone ragioni che quel cibo non sia buono); così come non sono 
utili nè le minacce ("se non mangi l'insalata, niente dolce!" perchè 
aumenta solo la desiderabilità del dolce) nè l'argomentazione "mangia 
che ti fa bene " (i bambini sono troppo piccoli per aver interiorizzato 
il concetto della loro salute).
 
Una cosa però che possiamo fare è perseverare e riproporre con pazienza 
il nuovo alimento. Questo diverrà pian piano familiare e l'effetto 
novità verrà meno.
Infatti qualsiasi stimolo nuovo all'inizio non è gradito (ad esempio 
una canzone), poi il grado di piacevolezza aumenta in base al numero di 
esposizioni (Zajonc, 1969).
Inoltre possiamo insegnare ai nostri figli a degustare usando tutti e 
cinque i sensi:
  • osservare l'aspetto del cibo
  • annusarlo
  • saggiarne la consistenza.
 
Con i più grandicelli possiamo infatti proporre diverse attività per 
allenarli al gusto:
 
  • possiamo dare un voto alla gradevolezza del cibo
  • possiamo riconoscere insieme il dolce, il salato, l'acido, l'amaro...
  • possiamo arricchire il loro vocabolario in base a ciò che provano
  • possiamo, sopratutto, chiedere il motivo di una scelta di gusto senza 
  •  accontentarci di un semplice "perchè mi piace".