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Pandemia e adolescenti

on Lunedì, 04 Gennaio 2021. Posted in news

Sulla riapertura delle scuole superiori

Pandemia e adolescenti

Apro questa mia riflessione ammettendo di essere di parte, in quanto madre di un ragazzo che fequenta il liceo e lavoratrice della scuola. Infatti si sta avvicinando il 7 gennaio 2021: data prevista per la riapertura in presenza delle scuole superiori.

Facendo un giro sul web, trovo articoli di dati sui contagi e di opinioni contrastanti di politici e amministratori riguardo l'opportunità o meno di riaprire i portoni delle scuole.

Pochi però che si preoccupano di cosa sia meglio per i protagonisti della scuola: i ragazzi. La scuola non è solo nozionismo, è confronto, dibattito, collaborazione tra pari, vicinanza, supporto nelle difficoltà...in un concetto ...è parte fondamentale per la crescita, a tutto tondo, degli adolescenti.

Non mi si fraintenda, la didattica a distanza è stata importante nei momenti più difficili di questa pandemia, ma non può sostituire, sul lungo periodo, la presenza a scuola. Non mi ritengo una nostalgica o una tradizionalista, ma conosco gli adolescenti: hanno bisogno del gruppo fisico per crescere; è nel gruppo che sviluppano la loro individualità! E' nell'uscire da casa verso il mondo che si caratterizza la fase adolescenziale del ciclo di vita! 

Se poi volgo lo sguardo alle limitazioni anche nell'ambito spostivo, altro elemento importantissimo, questo mio pensiero si rafforza.

Mi rendo conto che il numero dei contagi sia la nostra spada di Damocle, e che non sia semplice trovare una soluzione efficace; ma comincio ad essere preoccupata per la "vita sospesa" a cui sono chiamati gli adolescenti ormai da molti mesi.

Voglio restare fuori dal dibattito politico; come psicologa, mi auguro soltanto che si possa trovare una soluzione che tenga conto dei bisogni dei nostri giovani ragazzi.

 

 

La ripartenza...psicologica

on Lunedì, 18 Maggio 2020. Posted in news

Le paure che incontreremo

La ripartenza...psicologica

Da oggi si riaprono la quasi totalità delle attività produttive e dei servizi nel nostro paesa. Finalmente potremmo riaffacciarci alla normalità, ma quali cicatrici ci porteremo addosso? Molti di noi sperimenteranno la diffidenza, altri la temerarietà, ma la maggior parte sentirà ancora la paura di ammalarsi, il timore di fare qualcosa di "pericoloso". 

Questo sentimento è molto normale e ...sano; la paura è un'emozione che ci protegge dai pericoli visibili e invisibili ( come in questo caso). Cosa possiamo fare per adattarci creativamente alla nuova realtà di questo periodo?

Innanzitutto "normalizzare" la paura: cioè rendersi conto che, vista la situazione, è normale. Poi è importante far dialogare il sistema emotivo con quello razionale; cioè rendersi conto che ci sono delle cose che si possono fare concretamente per evitare il contagio. Tutte le azioni di prevenzione e i comportamenti di sicurezza a cui siamo tenuti sono il nostro "potere d'azione" per prevenire il contagio e controllare la paura che genera.

E' anche importante non soffermarsi troppo sui notiziari; essere costantemente connessi con le notizie, a volte sensazionalistiche, amplifica l'ansia. E' sufficiente seguire un notiziario al giorno, da fonti sicure, per essere aggiornati sui fatti che accadono!

Dottoressa Raffaella Cecchini Psicologa
c/o Spazio Oblò - Via Marinoni 11 - UDINE
Telefono 347 629 0558
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Dott.ssa Raffaella Cecchini