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L'intervista sotto stress

on Lunedì, 19 Maggio 2014. Posted in news

Serve davvero nella selezione del personale?

L'intervista sotto stress

A chi di voi è capitato, durante un colloquio di lavoro, di essere trattato "male" dall' intervistatore con domande fastidiose non inerenti il posto di lavoro e senza la possibilità di rispondere completamente, o con critiche aperte sulla vostra persona? Forse siete stati sottoposti alla cosidetta " stess inetrview ": l'intervista stressante è un tipo di colloquio di selezione del personale nata circa settant'anni fa negli Stati Uniti per segliere gli agenti segreti e gli agenti di polizia.

 

Perchè si utilizza la stress inteview ?

La teoria di base sostiene che questo tipo di colloquio possa mostrare come il candidato si comporta in situazioni di tensione o di avversità. Per questo si ricreano, durante la selezione, condizioni stressanti quali criticare apertamente l'interlocutore su aspetti anche personali, fargli domande imprevedibili su questioni extra lavorative, usare un tono aggressivo e polemico, farlo accomodare in un luogo scomodo e disturbato ed, in generale, fare tutto ciò che è lecito per metterlo a disagio e sulla difensiva.

 

Serve veramente ?

Gli psicologi hanno più volte messo in dubbio la reale utilità dello strumento. Infatti affinchè sia possibile trasferire ciò che è emerso dall' intervista ad una situazione lavorativa, i due contesti devono essere simili; cosa che avviene raramente, spesso una generica situazione frustrante non è sempre correlata con previsioni di comportamenti futuri.

In altri termini lo stress causato in sede di colloquio spesso non è lo stesso tipo di pressione che si crea nello svolgimento del proprio lavoro. Infatti nella prima, si criticano aspetti personali mentre sul lavoro, spesso le avversità hanno valenza neutra.

Inoltre ci sono anche obiezioni di tipo etico verso la figura dell'intervistato.

Sarebbe dunque opportuno circoscrivere l'uso della stress interview per la selezione di ruoli veramente legati a situazioni stressanti (es: lavori nel campo dell'emergenza ). E, ovviamente, bisognerebbe ricreare situazioni di tensione simili a quelle che si creano realmente al fine di evitare inutili situazioni di disagio e critica. Infine bisognerebbe curare il feed back al termine del colloquio spiegando al candidato le ragioni dello strumento usato.

 

Cosa può fare il candidato?

Il candidato, da parte sua, quando si accorge del tipo di colloquio in atto, può (e deve) mantenere un atteggiamento calmo e propositivo pensando che in realtà non si tratta di un attacco personale nei suoi confronti ma di una semplice tecnica di selezione del personale.