Approccio teorico: la terapia della Gestalt

La terapia della Gestalt nasce tra la fine degli anni Trenta e l'inizio dei Cinquanta dalle intuizioni di Friedrich Perls, uno psicoanalista emigrato negli Anni Quaranta prima in Sudafrica e poi negli Stati Uniti.

Insieme a F. Perls collaborano un gruppo di intellettuali statunitensi, profondi conoscitori della psicoanalisi, tra cui: Paul Goodman, Laura Polsner , Isadore From, Paul Weisz, Lotte Weisz, Elliott Shapiro, Allison Montague e Sylvester Eastman.

La terapia della Gestalt si inserisce tra le terapie umanistiche e si sviluppa prendendo le distanze dalla psicoanalisi freudina.

Nell'approccio della Gestalt l'utente non viene considerato un soggetto passivo in balia delle sue difficoltà, ma "come un essere umano dotato di intelligenza, di responsabilità e di capacità di scelte attive in qualsiasi momento"; ciò significa "invitare il cliente all'autonomia, all'autocura ed all'integrazione." (P.Clarkson: Gestal counselling)

"L´individuo è inevita- bilmente, in ogni momen- to, parte di qualche campo. Il suo comporta - mento è una funzione del campo totale, che comprende lui e l´ambiente." F. Perls

Tra le tematiche centrali della psicoterapia della Gestalt vanno sottolineate l'importanza del "qui ed ora", che privilegia la dimensione del presente rispetto al passato nell'indagine clinica e nella terapia, e dell'interazione tra individuo e ambiente. Fondamentali sono ancora la consapevolezza come premessa alla capacità di autoregolazione dell'organismo; la valorizzazione degli aspetti di realtà e la relazione autentica fra terapeuta e paziente, con l'idea guida di un rapporto terapeutico creativo che rispetta la singolarità e la libertà di scelta di ogni essere umano.

Dottoressa Raffaella Cecchini Psicologa
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Dott.ssa Raffaella Cecchini